Cistite.
Di riccardo (del 30/10/2013 @ 12:10:45, in Lettera C, visto n. 1104 volte)
Infezione acuta o cronica della vescica. Nella maggior parte dei casi, la cistite è riconducibile ad infezioni batteriche da Escherichia coli, in un minor numero di casi è dovuta ad altri batteri come Proteus, Klebsiella Pseudomonas, Staphylococcus saprophyticus e Staphylococcus aureus, ma si verificano anche per infezioni virali o micotiche, da farmaci, da agenti chimici tossici, manovre strumentali, calcoli, tumore alla vescica. I microrganismi, nella maggior parte dei casi, arrivano a quest'organo per via ascendente, provenendo dall'uretra o dai genitali esterni (la cistite è più frequente nelle femmine, per la maggior brevità dell'uretra e la frequenza di infezioni vulvovaginali). Più raramente l'infezione proviene dal rene o insorge per diffusione dagli organi vicini (appendice, colon ecc.). La vescica ha una notevole resistenza alle infezioni, quindi molto spesso la cistite si manifesta per la presenza di condizioni predisponenti, quali ristagno di urina nella vescica (come nel caso dell'ipertrofia prostatica), corpi estranei (calcoli), diverticoli, diabete. La cistite acuta si manifesta con disturbi quali eccessiva frequenza dello stimolo di urinare, dolore alla parte bassa del ventre (bruciore, crampo o tensione vescicale) o all'orifizio uretrale esterno, febbre (raramente) e malessere generale. Nelle urine è presente pus (piuria) e in alcuni casi sangue. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici e di antidolorifici (antispastici, che riducono la contrazione della muscolatura vescicale). ╚ anche importante che il soggetto rimanga a riposo e introduca molti liquidi. La cistite cronica molto spesso è l'esito di una forma acuta trascurata o non curata adeguatamente. La vescica nelle forme croniche può essere ulcerata o indurita e inestensibile, oppure possono formarsi delle escrescenze al suo interno (cistite granulosa, polipoide, follicolare, cistica). Alcuni farmaci usati nella chemioterapia oncologica possono dare origine a cistiti di tipo tossico, che è possibile prevenire con una protezione specifica. Colpisce con maggiore frequenza le donne poiché la loro uretra è più corta (circa 5 cm) di quella degli uomini (16 cm circa) e quindi è più alto per le donne il rischio di una contaminazione da parte dei batteri fecali che possono più facilmente risalire l'uretra fino alla vescica. Si calcola che circa il 25% delle donne adulte soffre di cistite almeno una volta l'anno. In particolare, l'incidenza varia con l'età: è molto bassa fino ai 20 anni. La probabilità di cistiti ricorrenti cresce con l'aumentare del numero dei casi precedenti, mentre diminuisce tanto più lungo è stato l'intervallo tra una cistite e l'altra. I fattori di rischio della cistite nella donna possono essere vari: l'età, i rapporti sessuali (che favoriscono il passaggio di batteri patogeni nella vagina, poi nell'uretra ed infine nella vescica), la stitichezza, l'uso del diaframma e delle creme spermicide. I fattori di rischio per l'uomo sono spesso riconducibili a ipertrofia o a stati infiammatori della prostata.