La nuova frontiera per la produzione di vaccini influenzali

E' senza dubbio la coltura cellulare

La Coltura Cellulare è una recente innovazione per la produzione di vaccini influenzali, che nasce con l'obiettivo di ampliare le opzioni disponibili per prevenire il rilevante tasso di ricoveri e di mortalità correlati all'influenza che si registra ogni anno in Europa.
A oggi, i vaccini influenzali disponibili in Europa vengono prodotti utilizzando uova embrionate di pollo come incubatore; al loro interno i virus selezionati si replicano, vengono inattivati e purificati, per poi essere avviati alla fase finale di produzione. Questo processo è altamente standardizzato e sicuro, ma presenta alcuni limiti: è infatti necessario un gran numero di uova in un breve arco di tempo per soddisfare la produzione e non tutti i virus crescono in maniera ottimale in questo sistema, dando luogo a mutazioni adattative.
Alla luce di ciò, è diventata sempre più impellente la necessità di trovare un sistema di produzione che permetta di incrementare rapidamente l'allestimento delle dosi in risposta alle variazioni della domanda.
Per questo motivo è nata la Coltura Cellulare, un innovativo sistema che utilizza cellule appositamente selezionate, su cui i virus non necessitano di adattamento. Inoltre, questa tipologia di produzione è più facilmente standardizzabile, consente la creazione di molte dosi in tempi più rapidi e offre un valido strumento per l'allestimento di vaccini, oltre che per l'immunizzazione stagionale, anche in caso di pandemie.

Produzione su uova vs coltura cellulare: le mutazioni adattative
Recenti studi di laboratorio hanno dimostrato che alcuni virus influenzali subiscono dei mutamenti quando vengono prodotti mediante la coltivazione su uova, come avviene per i vaccini antinfluenzali convenzionali, con conseguenti possibili ripercussioni sull'efficacia del vaccino stesso. Tali mutazioni non sono, invece, state osservate in virus influenzali prodotti su colture cellulari. Ciò porta a presumere che tali vaccini offrano, in determinate stagioni, una migliore protezione dall'influenza. 1,2
A dimostrazione di ciò, nel dicembre 2018, Seqirus ha presentato uno studio alla Canadian Immunization Conference (CIC) relativo a un'analisi effettuata su oltre 1,3 milioni di cartelle cliniche, che ha evidenziato come negli Stati Uniti, durante la stagione influenzale 2017-18, il vaccino QIVc (quadrivalente prodotto su coltura cellulare) sia stato più efficace del 36,2% rispetto ai vaccini quadrivalenti standard coltivati su uova (QIVe) nella prevenzione delle sindromi influenzali nelle persone a partire dai 4 anni.3
La ricerca ha dimostrato che alcuni virus H3N2, quando vengono coltivati su uova, subiscono cambiamenti che portano a una riduzione dell'efficacia dei vaccini antinfluenzali stessi (situazione osservata nelle stagioni dominate da virus H3N2). Quando il vaccino viene invece prodotto con procedimenti interamente estranei alla coltura su uova, come quella su substrato cellulare, il componente H3N2 è in grado di offrire una protezione più mirata, e pertanto potenzialmente migliore, contro il ceppo H3N2 circolante rispetto alle opzioni standard di produzione su uova.
Note
Boikos T. (2018). Effectiveness of the Cell Culture- and Egg-Derived, Seasonal Influenza Vaccine during the 2017-2018 Northern Hemisphere Influenza Season. Presented at Canadian immunization Conference, December 2018.
Rajaram S., Van Boxmeer J., Leav B., et al. (2018). Retrospective evaluation of mismatch from egg-based isolation of influenza strains compared to cell-based isolation and the possible implications for vaccine effectiveness. Presentato a IDWeek 2018, ottobre 2018.
Zost S.J., Parkhouse K., Gumina M.E., et al. (2017). Contemporary H3N2 influenza viruses have a glycosylation site that alters binding of antibodies elicited by egg-adapted vaccine strains. PNAS, 114(47)12578-12583. doi:10.1073/pnas.1712377114
 Wu N.C., Zost S.J., Thompson A.J., et al. (2017). A structural explanation for the low effectiveness of the seasonal influenza H3N2 vaccine. PLOS Pathogens, 13(10): e1006682. doi:10.1371/journal.ppat.1006682.

13/05/2019


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