Cancro al rene, smettere di fumare abbassa il rischio

La rinuncia al fumo si traduce in un abbattimento del pericolo di cancro

Azzerare il numero di sigarette fumate ha una miriade di effetti benefici sul nostro organismo, fra cui l'abbassamento del rischio di cancro al rene. A dirlo sono gli esperti della Società italiana di urologia, che ricordano come smettere di fumare significhi abbassare del 28 per cento il pericolo dell'insorgenza di un tumore renale.
Ad aumentare il rischio di tumore renale c'è anche l'obesità, sia negli uomini che nelle donne. Spiegano gli urologi della Siu: “negli Usa un'analisi quantitativa sintetica ha stabilito che il 27% di casi di tumore del rene tra gli uomini e il 29% tra le donne possono essere correlati a sovrappeso e obesità".
In Italia i tumori del rene rappresentano circa il 3,8% dell'incidenza di tutti i tumori nella popolazione maschile e il 2,5% nella popolazione femminile. In termini di mortalità il 2,8% e l'1,9% di tutti i decessi per tumore tra gli uomini e le donne rispettivamente.
Il tabacco rappresenta anche la causa del 50 per cento di tumori alla vescica. Un altro fattore di rischio è la sedentarietà, strettamente legata al tipo di occupazione, ed è causa del 20% di tutti i cancri vescicali.
“Il cancro alla vescica - spiega Giario Conti, Presidente di AURO e Primario della Divisione di Urologia presso l'Ospedale Sant'Anna di Como - è al 2° posto come causa di decesso in Italia dopo la Spagna, con i più alti tassi di incidenza: 29,8/100.000 uomini e 4,7/100.000 donne. Il tasso di mortalità nel nostro paese - prosegue Conti - è in costante diminuzione, tuttavia ci dobbiamo aspettare un aumento dei casi di tumore alla vescica nei prossimi anni, tenuto conto sia del nostro alto tasso di incidenza sia del progressivo invecchiamento della popolazione”.
Nei paesi occidentali è al 4° posto fra i cancri maligni più diffusi fra gli uomini, 3-4 volte più frequente che nelle donne che però hanno meno probabilità di sopravvivenza una volta colpite. I tassi di mortalità infatti stanno diminuendo in modo significativo di quasi l'1% annuo tra gli uomini, più moderatamente tra le donne.

Andrea Piccoli


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